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Reati tributari e responsabilità amministrative dell’ente

L’elenco dei reati presupposto del Decreto Legislativo n. 231/2001 è in continua evoluzione ed implementazione. Con il D.L. 124/2019, convertito con modificazioni in Legge 157/2019, il Legislatore ha introdotto nel D.Lgs. 231/2001 l’art. 25-quinquiesdecies che estende la Responsabilità degli Enti ad alcuni reati tributari.

Dal 24 Gennaio 2019 gli Enti saranno pertanto chiamati a rispondere in proprio dei reati tributari previsti e puniti dagli articoli 2, 3, 8, 10 e 11 del D.Lgs. n. 74 del 10.03.2000; nello specifico:

  • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”;
  • “Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici”;
  • “Emissione di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti”;
  • “Occultamento o distruzione di documenti contabili”;
  • “Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”.

 

Le predette disposizioni puniscono chi evade le imposte sul reddito o sul valore aggiunto, ma anche chi aiuta terzi ad evadere, occulta o distrugge documenti contabili oppure aliena fraudolentemente beni al fine di, in tutto o in parte, rendere inefficace la procedura coattiva di riscossione dell’Amministrazione Finanziaria.

Oltre ad essere previste pene detentive rilevanti, sino a otto anni di reclusione per l’autore del fatto, nel caso di commissione di reati tributari sopra indicati il D.Lgs. 231/2001 attribuisce una responsabilità all’Ente, punendo la persona giuridica con una sanzione pecuniaria da 25.800,00 euro a euro 1.030.085,00 -nella circostanza aggravata dal profitto di rilevante entità- e pericolosissime sanzioni interdittive: divieto di contrarre con la pubblica amministrazione; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Sorge pertanto la necessità che il board aziendale prenda in esame la nuova fattispecie che introduce i reati tributari nella responsabilità “amministrativa” degli Enti, verifichi le possibili aree di rischio, le funzioni aziendali coinvolte, effettui una valutazione del rischio stesso e ove ritenuto necessario preveda dei protocolli specifici volti a prevenire/evitare la commissione dei reati presupposto.

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